venerdì 17 febbraio 2012

TELEVISIONE: "Sanremo 2012, terza serata, i duetti".

La terza serata del Festival di Sanremo 2012 (la serata dei duetti tra i big in gara e artisti internazionali) è stata veramente emozionante con alcune perle da non perdere. La musica è stata protagonista del Festival della musica italiana, il che dovrebbe essere scontato ma in realtà non lo è. Il livello delle collaborazioni è stato di alto calibro e proprio per questo la serata è stata, nel complesso, vincente. 

Nina Zilli Skye dei Morcheeba ci deliziano con Grande grande grande di Mina. Non scimmiottano la grande voce italiana ma ci regalano una vincente interpretazione personale. Veramente piacevole anche Rome wasn’t build in aday. Voto 8
Shaggy e  Chiara Civello duettano su Io che non vivo, ma non sono credibili e credo sia il duetto più brutto di tutta la serata. Lei priva di qualsiasi carisma e presenza scenica che con il rapper cozza a meraviglia. Voto 2
Gigi D’Alessio e Loredana Bertè duettano con Macy Gray che sembra uscita da un centro di recupero per alcolisti anonimi (per essere fine). Il bizzarro trio intona Almeno tu nell’universo ed è subito (o quasi) poesia. L’omaggio a Mia Martini è vincente perché cantato (escluso Gigi che vocalmente non è in grado di intonare un pezzo del genere) con il cuore. Loredana qui torna ad essere l’artista degna del suo calibro, si emoziona e ci fa emozionare. Voto 7
Goran Bregovic è l’ospite di Samuele Bersani e ripropongono insieme Romagna mia, ma nonostante lo sforzo di originalità non mi convincono del tutto. Voto 5
I Matia Bazar con Al Jarreau, in Parla più piano ci consegnano un bel momento musicale che ci permette di gustare il timbro unico di Mr. Jarreau. Voto 7
Marlene Kuntz con Patti Smith intonano Impressione di Settembre. I Marlene (che non stimo particolarmente) stasera mi hanno tirato un colpo mancino invitando Miss. Smith, infatti la loro esibizione vince. Intensa, accurata, profonda e viscerale. E poi c’è lei Because the night, capace di far ballare ed entusiasmare anche le mummie degli spettatori seduti al teatro Ariston. Voto 8
Emma Marrone con Gary Go intonano Il paradiso, ma lui non è incisivo, lei non interpreta ma urla ogni canzone alla stessa maniera, quindi possono essere benissimo dimenticati. Voto 3
Arisa e José Feliciano insieme sono splendidi. Arisa intona in modo impeccabile Che sarà accompagnata da il grande maestro Josè. Altro bellissimo momento della serata. Voto 8
Pierdavide Carone & Lucio Dalla, con Mads Langer intonano Anema e core, non è un brutto momento ma se Carone può essere valido come autore non lo è come cantante. Voto 5
Francesco Renga propone Il Mondo con lo straordinario cantante Sergio Dalma. Convincente momento anche questo, anche se su Il mondo avrei consigliato a Renga di non cantarla subito tutta a piena voce ma di calibrare un po’ l’emissione vocale per regalarci anche un pizzico di intimità; ma resta un momento straordinario perché stiamo parlando di due ottimi cantanti. Voto 7
Irene Fornaciari con Kerry Ellis  e Brian May alla chitarra ci hanno regalato uno dei momenti più belli. Le vocalità straordinarie di Irene e Kerry Ellis ci hanno ricordato come si canta ed il mitico Brian non ha bisogno della mia presentazione. Voto 8
Noa con Torna a Surriento è l’ospite d’onore di  Eugenio Finardi. Anche questo è un momento epico, delicato e decisamente raffinato. Bravi. Voto 8
Vita Spericolata è proposta da DolceneraProfessor Green. Non colpiscono particolarmente ma eseguono una discreta prestazione che però non ha molto pathos o cuore. Voto 6
Noemi e Sarah Jane Morris cantano Amarsi un po‘. Il timbro basso e profondo della Morris è da pelle d’oca ed insieme duettano bene anche se la vocalità della Morris è nettamente superiore a quella della rossa nostrana. Voto 7

Leandro

martedì 14 febbraio 2012

TELEVISIONE: "Sanremo 2012, prima serata".

Anche quest'anno la prima puntata del Festival di Sanremo è andata. Dico subito che la conduzione è stata noiosa (a partire dal primo e lungo intervento di Luca e Paolo) fino a Morandi e le sostitute Belen - Canalis. Le due girls si riconfermano due emerite dilettanti, neppure capaci di fare il playback sulla loro canzone d'ingresso (peggio di Madonna, e ci vuole molto impegno per questo). Ma il fiore all'occhiello doveva essere lui: Adriano Celentano; ipocrita, bigotto catto - comunista, intellettualoide di "sinistra" che ci fornisce le proprie "perle" di saggezza. Sono veramente annoiato da tutto questo spettacolo di cattivissimo gusto.

Ma ora passiamo ai cantanti (o presunti tali).

Arisa – La notte: Canzone da riascoltare con più attenzione (ormai mi si chiudeva la palpebra) ma lei ha cantato bene, intonata, calibrata, convincente. Voto: 7
Chiara Civello – Al posto del mondo. Chiara Civello??? Sembra essere un noto nome nel mondo del Jazz. Canzone interessante sicuramente da valutare meglio, voce "jazz" da dimenticare. Nel complesso molto noiosa. Voto: 5
Dolcenera – Ci vediamo a casa. La canzone verrà trasmessa moltissimo in radio perchè molto orecchiabile e con un ritmo coinvolgente. Il testo però è banale e decisamente inutile. La canzone avrà comunque un sicuro riscontro. Dolcenera, come al solito, non propone niente di nuovo da un posto di vista vocale, musicale e di immagine. Sempre la solita minestra. Bocciata a pieni voti. Voto: 4
Emma Marrone – Non è l’inferno. Eccola, Emma Marrone, ovvero Dolcenera Atto secondo la vendetta. Non mi esprimo nemmeno su questa ragazza priva di talento e solo capace di urlare (che è ben diverso dal cantare). Non ci siamo cara. Voto: 3
Eugenio Finardi – E tu lo chiami Dio. Elegante e fedele al suo stile ma sinceramentre la canzone non mi ha colpito molto. La rivaluterò. Voto: 6
Francesco Renga – La tua bellezza. Ecco finalmente una canzone convincente e non facile da cantare. Renga come al solito è stato impeccabile e riconferma la sua buona tecnica vocale. Ottimo look, abito splendido. Francesco Renga è decisamente un ottimo professionista. Voto: 8
Gigi D’Alessio e Loredana Berté – Respirare. Personalmente amo alla follia Loredana Bertè, ma questa coppia Sanremese è ridicola. Ancor più la canzone proposta e l'immagine dei due concorrenti (mi verrebbe da dire allo sbaraglio). Loredana ha cantato bene, il suo timbro è inconfondibile ma lei appare la caricatura di se stessa (più del solito). Voto: 4
Irene Fornaciari – Il mio grande mistero. Cara Irene, vocalmente ti stimo tanto ma hai già fatto diversi Festival di Sanremo e nessuno si ricorda di te o di una tua canzone. Ci sarà un motivo? Ti riconosco una buona tecnica ed una voce interessante ma non hai un'identità artistica tua. Peccato. Voto: 5
Marlene Kuntz – Canzone per un figlio. Sembrano intoccabili a detta dei loro ammiratori. Li devo studiare bene, il primo ascolto non mi ha convinto ma sarò pronto a rivalutare questa canzone. Voto: 5
Matia Bazar - Sei tu. Qualcuno vuole spiegare ai Matia e alla Mezzanotte che siamo nel 2012? Nessuna novità, stesso ritmo da balera. La voce di silvia (per quanto tecnicamente ineccepibile) rende ogni canzone monotona, per non parlare del look orribile. Voto: 4
Nina Zilli – Per sempre. Mi è piaciuta molto. Bella, solare, credibile e con un sound riconoscibile ed una voce intonata, calda ed avvolgente. Anche il look che la caratterizza è valido nel complesso. Al primo impatto può sembrare la Winehouse dei poveri, invece la ragazza è forte. Voto: 7
Noemi – Sono solo parole. La canzone verrà suonata dalle radio e con qualche ascolto ulteriore sono convinto che non mi dispiacerà. Ma Noemi stasera è stata sprecisa nell'intonazione, ha fatto molti errori, forse non era la sua serata fortunata. Le darò un'altra chance e sulla fiducia la promuovo sul filo del rasoio. Voto: 6
Pierdavide Carone e Lucio Dalla – Nanì. Beh, il mio Filippino al Festival... Ah era Pierdavide Carone? Veramente terribile. La presenza del Maestro Lucio Dalla (del quale ho molta stima) non mi intimorisce dal distruggere questa esibizione.Voto: 3
Samuele Bersani – Un pallone. Non uno dei suoi pezzi memorabili ma lo stile di questo cantautore è molto personale e per questo vincente. La voce è inesistente ma credo che il suo stile (che lui stesso si è cucito addosso) non preveda piroette vocali. Voto: 6

Non mi è piaciuto quasi niente? sì, lo ammetto, quasi tutti i cantanti in gara lasciano a desiderare, le canzoni sono di livello scarso e cosa importante mancano le voci. Per il momento promuovo (e non a pieni voti) Francesco Renga, Arisa e Nina Zilli. Sarò felice di ricredermi.

Leandro Zenaghi

Ps: Buonanotte, e speriamo di non fare gli incubi.


domenica 29 gennaio 2012

Cinema: "The iron lady", con una magistrale Meryl Streep.

Locandina del film.
Uscito in Italia venerdì 27 gennaio, "The iron lady" è senza dubbio un film da non perdere. Protagonista assoluta è lei, la lady di ferro, Margaret Thatcher la prima donna europea ad essere Primo Ministro. Una figura controversa, ma che certamente ha fatto la storia della Gran Bretagna. Film impeccabile in cui la vita politica della Thatcher si mescola con la sua vita privata che ci mostra il lato più intimo e fragile dell'inaffondabile Primo Ministro. Il film si apre con l'immagine di una buffa vecchietta al supermercato che compra il latte, in pieno anonimato. Scaturisce molta tenerezza questa donna ormai in età avanzata che farnetica immersa nelle proprie allucinazioni e si fatica a capire chi è stata e che ruolo ha ricoperto nella storia mondiale.

Meryl Streep.
Ottimo cast, perfetta la sceneggiatura, ineccepibile la regia di Phillyda Lloyd, vincente la fotografia e la colonna sonora; ma è lei che rende magica la pellicola, l'impeccabile Meryl Streep. Una donna lontana dai gossip, dalle feste patinate, da quel mondo superficiale (e spesso ridicolo) che circonda lo star system americano; Meryl è determinata, concreta e generosa nel regalarci sempre prestazioni degne del suo nome. La nota attrice, candidata per diciassette volte al Premio Oscar e vincitrice di due statuette ci ha già abituato a ruoli diversi fra loro, ed ha prestato la sua arte in film memorabili, tra i quali: "La scelta di Sophie", "Kramer contro Kramer", "Il dubbio", "La morte ti fa bella", "The hours", "Cartoline dall'inferno", "Il diavolo veste Prada", fino al recente musical "Mamma mia!". 

Una grande attrice che non dovrebbe più stupire ma che invece mi ha colpito ancora una volta in questo ruolo apparentemente di ghiaccio, ma in realtà di grande cuore. Sempre credibile e calata perfettamente nella parte, di una bravura che fa commuovere e riflettere, che non tradisce le aspettative, (anzi le supera) riconfermandosi una delle più grandi Attrici di tutti i tempi.


Leandro Zenaghi







lunedì 16 gennaio 2012

Cinema: "J.Edgar".

Locandina del film.
Clint Eastwood con J.Edgar riporta alla luce la storia di colui che è stato per oltre cinquant'anni il massimo esponente dell' FBI, J.Edgar Hoover (interpretato dal talentuoso Leonardo Di Caprio) intrecciandola alla sua vita privata più intima e nascosta. Una madre (superlativa Judy Danch) eccentrica ed ossessionata dal successo del figlio, un padre malato ed inesistente, una devota segretaria (la bravissima Naomi Watts) ed un fedele compagno di lavoro e di vita, Clyde Tolson che accompagnerà Hoover in ogni suo passo pubblico e privato, fino all’ultimo giorno della sua vita.

J.Edgar con la madre.
Il film sembra avere anche dei punti deboli, perché ad un certo punto lo spettatore si chiede dove regia e sceneggiatura vogliano andare a parare, infatti sembra poco chiaro l’obiettivo del film; ma proprio quando si inizia a porsi la domanda tutto appare svelato. 

La vicenda privata del protagonista che appariva da mero sfondo, è invece il fulcro di tutto. Il rapporto con la madre (memorabile il dialogo che finisce con la frase “Io non voglio un figlio gerbera, preferirei un figlio morto ad un figlio gerbera”), i legami interpersonali, la presunta omosessualità mai vissuta veramente e/o apertamente sono la base sulla quale si poggia la finta sicurezza di un personaggio tanto noto, che passa la vita a dare un immagine irreprensibile ed eroica di se e del suo dipartimento.

J.Edgar con il fedele Clyde Tolson.
La critica si è molto divisa su questo film per i continui flashback, la monotona narrazione o la mancanza di pathos. Condivido alcune posizioni ma appoggio solo in parte queste critiche perché la freddezza e la staticità di certe situazioni (e la noia in certi momenti) sono metafora della vita frustrante di J.Edgar Hoover e della sua mancata completezza di uomo risoluto nella sua sfera più intima e segreta. Certi “difetti” di regia e sceneggiatura (stiamo comunque parlando di un ottimo film) sono compensati da interpretazioni magistrali degli attori, uno su tutti Leonardo Di Caprio che appare perfetto. Il pregio maggiore di Clint Eastwood  in questo suo ultimo film è quello di riuscire a descrivere con raffinatezza e sensibilità una presunta situazione sentimentale estremamente sottile e mai totalmente vissuta; il rapporto che lega per tutta la vita J.Edgar Hoover a Clyde Tolson.

lunedì 5 dicembre 2011

Cinema: "Midnight in Paris".

La bellissima locandina del Film.
Il nuovo film di Woody Allen è appena uscito nelle sale cinematografiche e non posso non parlarne, perchè è una pellicola intensa, agrodolce, che se carpita nel suo senso profondo arricchisce e regala un senso di profonda riflessione. Prima di tutto il film omaggia la città di Parigi in tutta la sua unica bellezza; memorabili infatti sono gli scorci iniziali che mostrano i luoghi più belli della capitale francese e ci traghettano in un vero viaggio virtuale.

Un annoiato sceneggiatore americano (un convincente Owen Wilson) in vacanza a Parigi con la futura moglie, è alla ricerca di idee per il suo libro ma la fidanzata Inez (Rachel Mc Adams) non capisce le aspirazioni di Gil ed è solo attenta al lato più materiale e superficiale del loro futuro matrimonio (arredi, abiti, borse firmate Dior o Hermès) ed ignora le esigenze profonde di Gil.

Woody Allen con i protagonisti.
Il protagonista cerca se stesso e ogni sera, a mezzanotte, nei vicoli del centro di Parigi, grazie ad un corto circuito spazio-temporale e tramite una splendida auto d'epoca viene trasportato negli anni venti del Novecento, gli anni per lui epocali e da lui adorati, nei quali incontra personaggi del calibro di Ernest Hemingway, Pablo Picasso, Gertrude Stain (una sorprendente Kathy Bates), Louis Brunel, Salvator Dalì (Adrien Brody), Scott e Zelda Fitzgerald e Jhon Cocteau.
Gil & Adriana in uno dei loro incontri notturni.
Gil conversa con loro, partecipa alle loro feste e si insinua nei loro salotti letterari e culturali, fino ad incontrare la bellissima Adriana (una strabiliante e romantica Marion Cotillard) compagna e musa di Picasso. Il nodo si scioglie proprio grazie al legame che Gil instaura con Adriana quando insieme vengono trasportati negli anni della Belle Epoque. Lei decide di rimanere in quell'epoca, quella che credere essere la migliore epoca, "gli anni d'oro" nei quali avrebbe voluto vivere. Per il protagonista Gil invece, gli anni d'oro sono gli anni venti del Novecento, quelli che vive per privilegio fiabesco ogni notte a Parigi. Entrambi i personaggi sono affascinati dal mito nostalgico del passato.

Un grande insegnamento, quello che ci fornisce Woody Allen in questa sua ultima pellicola, dove ci ricorda che vivere nell'illusione della superiorità degli anni passati non porta ad una realizzazione vera del presente o del futuro prossimo di un individuo, che invece deve cercare nel proprio "ora" una ragione concreta per cui vivere ed assecondare i propri interessi, gusti, passioni e amori.
Il protagonista con Carla Bruni.
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Midnight in Paris è  un ottimo film perchè risulta comico, ironico, curato in ogni minimo dettaglio e decisamente raffinato.

Amici, fatevi trasportare in questo viaggio affascinante a cavallo tra splendide epoche, in una delle città più belle del mondo, Parigi.


Leandro Zenaghi



domenica 20 novembre 2011

ARTE: "Franco Fontana, la luz del paisaje".

Proprio un mese fa ho avuto la fortuna di vedere a Valencia, in Spagna, una validissima mostra all'interno dell'IVAM, Istituto Valenciano di Arte moderna, Centro Julio Gonzàlez, sull'artista italiano Franco Fontana, (Http://www.ivam.es) Per prima cosa i miei vivi complimenti li porgo alla struttura che ospitava la mostra, situata  in Calle Guillem de Castro; un museo ampio, colorato, vivo, economico, che consente una visita molto piacevole. La mostra di Fontana era oltretutto interamente gratuita.

Basilicata 1978.
L'artista modenese, nato nel 1933, non ha certo bisogno di presentazioni, date le sue numerose esposizioni ed edizioni in tutto il mondo; basti pensare che gli sono stati dedicati più di quaranta libri. L'attuale esposizione all'IVAM si presenta come un'ampia retrospettiva della sua opera, seguendo criteri storici e tematici che permettono al visitatore di percorrere una mappa ampia del lavoro del noto fotografo. Un lavoro creativo in cui la relazione con la natura, il mondo urbano e la realtà si uniscono ad una notevole proiezione poetica in questi lavori che vanno dagli anni sessanta ai nostri giorni. Ottima mostra in questo spazio meraviglioso ed accogliente nel cuore della bella Valencia.


Foto di strade, paesaggi, persone, edifici, situati nei luoghi, nelle regioni e nelle città più diverse tra loro; in Puglia, Zurigo, Los Angeles, New York, San Francisco, la Toscana e la stessa Valencia. Un unico filo lega le opere esposte: la luce. Una luce a tratti pittorica e a tratti cinematografica, unita ad un uso creativo ed espressivo del colore che non risulta mai meramente documentario. Le opere di Franco Fontana colpiscono e rapiscono il visitatore trasportandolo in un viaggio altamente entusiasmante.


Leandro Zenaghi

L'artista Franco Fontana.

venerdì 11 novembre 2011

TELEVISIONE: "Muzik Show".

Chiambretti ed il suo Muzik Show.
Sta andando in onda in questo momento, su Italia1 Muzik Show condotto da Pietro Chiambretti. Frizzante, allegro e con la sua solita parlantina martellante, il presentatore questa sera dedica questa puntata alla cantante Laura Pausini. La stessa Laura apre il programma intonando un medley con pezzi di vari artisti tra cui Madonna e Michael Jackson. 
Meglio sentirla nel suo repertorio pop leggero, la sua voce calda è certamente più adatta al genere melodico.


In questa ricca puntata di Muzik Show si celebra la carriera (straordinaria) della cantante di Solarolo, infatti vengono mostrati vecchi video, uno su tutti quello della sua vittoria a Sanremo Giovani con "La solitudine", in cui una giovanissima ed emozionatissima Pausini vince su tutti ed avvia la sua ascesa. 


Laura Pausini, già da giovanissima mostra una notevole potenza vocale e padronanza tecnica, legata ad una dolcezza espressiva che la fa entrare nel cuore delle persone (unita ad un ottimo team che lavora per lei, uno fra tutti il padre musicista/discografico).
Laura e Piero in un momento della puntata.
Laura in questo Muzik Show canta, imita, ride, scherza e "gigioneggia" con vecchi amici quali Pippo Baudo, Alessia Marcuzzi e Vittoria Belvedere. La celebre cantante si cimenta anche in un duetto con Pino Daniele, nella sua nota canzone "Quando" della quale Laura non coglie l'essenza interpretativa più intima, raffinata, e delicata.


Laura Pausini è decisamente verace, simpatica e genuina, al punto che a tratti può sembrare patetica o leggermente forzata.
Insieme alla sua dotata voce (che credo essere anche troppo sopravvalutata) la sua arma vincente risiede proprio nella sua personalità brillante, che con una studiata o spontanea astuzia la fa apparire come l'amica che tutti vorrebbero avere o la ragazza della porta accanto.
Laura canta i buoni sentimenti, la vita di tutti i giorni, gli amori sofferenti, in cui milioni di persone si riconoscono. I fans amano, oltre le sue canzoni, il suo viso pulito, la spontaneità, la semplicità e la sua potente voce.


Certo il suo successo planetario si può spiegare come un mix di tutte queste caratteristiche e sono sicuro che anche il suo nuovo album "Inedito" confermerà questo ampio consenso.


Leandro Zenaghi


Laura Pausini.